Esiste un’intelligenza digitale e può essere dimostrato.

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L’intelligenza dei “nativi digitali” (i nostri bimbi) è DIVERSA.

La rivoluzione digitale sembra aver prodotto una trasformazione più radicale di quella tecnologica, una vera e propria “trasformazione antropologica” e sembra configurare l’emergere di una nuova forma di intelligenza umana, l’intelligenza digitale, appunto. L’”intelligenza digitale” è nata, infatti, dagli effetti combinati dell’affermarsi della rivoluzione digitale cui abbiamo assistito negli ultimo trent’anni e dell’adattamento proattivo a questi cambiamenti della capacità cognitiva della specie umana: i protagonisti di questa “mutazione antropologica” sono i “nativi digitali”, i bimbi e i pre-adolescenti nati a partire dalla fine degli anni Novanta. L’intelligenza digitale è all’opera, ad esempio, quando clicchiamo su un link ipertestuale all’interno di una pagina Internet.

Ma quali caratteristiche ha l’”intelligenza digitale”?

Le ricerche nel campo della neurofisiologia e delle neuroscienze, testimoniano il fatto che l’attività cerebrale venga profondamente modificata dall’utilizzo dei media digitali: intelligenza spaziale, multitasking, conoscenza per esplorazione e scoperta sono i principali tratti di questa nuova modalità di interagire con il mondo. Inoltre alcune aree cerebrali sembrano svilupparsi maggiormente in presenza di un uso quotidiano dei media digitali e di Internet riprogrammando le nostre menti come sostengono molti neuroscienziati ad esempio il giapponese Koizumi (Koizumi, 2005).

“Pensiamo che l’intelligenza digitale si fondi su un’operazione cognitiva che permette al soggetto la selezione di un alternativa semplice: si/no. Possiamo chiamarla opzione click ed è l’unità fondamentale dell’intelligenza digitale (ad esempio ciò che permette la scelta tra un link, o un tasto piuttosto che un altro). Si tratta di un abilità di carattere eminentemente pratico e pragmatico non teorico. Dobbiamo constatare che la crescita di questa “abilità digitale” è stata rapidissima ed esplosiva negli ultimi due decenni con la diffusione senza precedenti dei personal computer, degli smart phone e dei tablet” (Battro, 2007, p.22)

Il digitale è qui per restare e con lui dobbiamo convivere. Ogni salto di paradigma implica un certa incommensurabilità con il paradigma precedente, in questo caso con la Galassia Guntemberg e oggi non ci sembra piu’ necessario discutere ragionare e ricercare credendo di essere ancora nel paradigma precedente e “condannando” o “elogiando” il nuovo.

Altro aspetto: sicuramente NON sappiamo come sarà il mondo del lavoro nel 2030 o nel 2040 e di conseguenza …. cosa insegnare ai nostri figli ?

Molte delle materie che oggi imparano a scuola sarà inutile. 

“Il 65% degli studenti di oggi farà un lavoro che oggi non esiste”

Non ci sarà più quindi un momento per imparare e un momento per lavorare… sarà un continuo imparare e lavorare. La formazione va quindi completamente ripensata.

Sarà forse l’innovazione che ci permetterà di mantenere queste persone ? ma saranno veramente impegnate e soddisfatte ? basta davvero il reddito di esistenza in vita ?
Secondo #Maslow no.

Ne parleremo il 14 GIUGNO a Milano in occasione del 30° anniversario dell’azienda per cui, ogni tanto 🙂 , lavoro.

Siete invitati. Fornirò ulteriori dettagli. #StayTuned

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