Voltarsi indietro per guardare avanti: Crm e predictive marketing

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Ve lo avranno raccontato mille volte. Vi avranno anche convinto che sia il futuro.

Ma siamo del tutto sicuro che vi abbiano spiegato davvero cosa sia il predictive marketing?

Forse sì, forse no, ma ripeterlo non fa male: il predictive marketing è cercare di far apparire la vostra pubblicità alla persona giusta, nel momento giusto e mostrando proprio il prodotto a cui stava pensando in quel momento. I precursori di questa tecnologia sono i famigerati algoritmi di Google ed Amazon che, in base alle vostre ricerche, vi mostravano prodotti che supponevano fossero compatibili. Con risultati esilaranti, talvolta, come sa chiunque abbia avuto la pessima idea di scoprire quanto costasse Cinquanta Sfumature di grigio, trovandosi poi Amazon invaso da frustini e manette. Oggi, per fortuna, la cosa funziona decisamente meglio. Così tanto da mettervi a disposizione parte del meccanismo, in maniera che possiate vendere frustini ad uomini di mezza età che cercavano un regalo di Natale, letterariamente parlando, non banale.

Qui, però, le cose si complicano. Perché, di solito il vostro responsabile social marketing fa la cosa più temibile al mondo: alza la testa dal cellulare, si aggiusta gli occhiali, inspira, e si prepara a spiegare. Un momento drammatico. Intanto parla una lingua proibita in centoventisette paesi fatta di acronimi che inventa al momento (lo sappiamo tutti che lo fa), ma poi comincia con astruse indagini astrologiche sul segno zodiacale del cliente e come questo si relazioni con le brugole che dovreste vendergli. E qui voi vi siete irrimediabilmente persi. Noi siamo più concreti e ci concentreremo sugli elementi fondamentali:

  1. A chi volete vendere?
  2. Quando volete venderglielo?
  3. A che prezzo e con che modalità?

Queste sono le domande base. Solo che la prima domanda è un trabocchetto: voi credete che basti rispondere “consumatore” oppure “professionista”. Ma non ci va nemmeno vicino. Ci sono centinaia di campi da riempire. Quando, è anche peggio. Non avevate mai pensato che dirgli di prendere la brugola alle 10 o alle 10,15 facesse qualche differenza, vero? Ingenui. Cambia tutto a quello gnomo malefico, protesi diabolica del proprio cellulare. Ed anche prezzo e modalità possono essere un dramma. Ma come diamine si fa a sapere tutte queste cose?

Avete presente quel distinto signore che vi spiegava perché tenere tutti i dati su Excel non fosse un’idea geniale? Che vi parlava di CRM? Che vi spiegava che i dati erano importanti? Ecco, quel signore aveva ragione. E se lo avete ascoltato, ora siete salvi. Il vostro CRM, se di qualità, ha tutte le informazioni. Perché per prevedere il futuro, bisogna solo leggere il passato. C’è tutto: chi sono i vostri migliori clienti, quando hanno comprato, dove, come, perché. Date in pasto questi dati al goblin e lui sarà felice, produttivo e pronto a monetizzare. Se, invece, avete cacciato il distinto signore, adesso dovrete smazzarvi centinaia di tabelle. A mano. Oppure restare tagliati fuori, in attesa che il concorrente Americano vi mangi tutto il mercato.

Per fortuna, se ne avete bisogno ora, prima che il folletto vi segreghi nella stanza dell’amministrazione, noi siamo qui per aiutarvi.

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