Il SAAS si muove?

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Il SAAS – Software As A Service –  piano piano si muove anche in Italia?

I dati illustrati nel convegno  ICT as a Service: ennesima moda o reale opportunità per le PMI? , organizzato dall’Osservatorio Ict & Pmi della School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla settima edizione e che ha riguardato oltre 1.000 aziende italiane fra 10 e 500 addetti, fanno emergere almeno qualche barliume di luce in un panorama ancora piuttosto statico, se non in alcuni contesti, pietrificato.

I dati significativi sono relativi al fatto che le aziende con più di 200 dipendenti si sono dette interssate a fruire di SW in questa modalità con percentuali più alte rispetto a quelle delle ultime analisi disponibili, con valori pari al 25% per quanto riguarda  la gestione documentale, la Unified Communication e il Crm ,  al 20% per la Business Intelligence, il 15% per la gestione degli acquisti mentre solo il 5% ha invece dimostrato interesse nell’office automation in modalità as a Service.

Arrancano in ultima fila le aziende più piccole che per percentuali pari al 42% continua a usare gestionali “semplici” (che gestiscono poche attività quali amministrazione e contabilità) e che il 9% non usa ancora nessun pacchetto – meglio comunque del 12% di tre anni fa.

Sarà dura vedere a breve il panettiere sotto casa che sottoscriva una fornitura per dei servizi di questo tipo, ma magari tra qualche anno ci sarà la Pensione Mariuccia di Riccione che utilizzerà un CRM on demand, integrato con qualche semplice servizio WEBTOLEAD,  per gestire al meglio i rapporti con i suoi clienti olandesi e brianzoli o per cercare nuovi turisti in Norvegia .

 

 

 

 

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